Chi lo ha detto che la matematica si impara solo seduti al banco con matita e quaderno? Nelle classi della Scuola Primaria “De Amicis”, i numeri hanno abbandonato la lavagna per scendere direttamente… in campo!
Nelle ultime settimane di scuola, gli alunni della 1^D, 2^C e 3^B sono stati protagonisti di un progetto davvero speciale, nato dalla collaborazione tra le docenti di classe e Cristiano, tirocinante della Facoltà di Medicina e Chirurgia corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate. L’obiettivo? Dimostrare, dati alla mano, che l’apprendimento attraverso l’attività fisica è più efficace rispetto alla classica lezione frontale.
📊 Dalla tesi alla pratica: la sperimentazione
Per verificare questa ipotesi, durante le ore di educazione fisica la palestra si è trasformata in un vero e proprio laboratorio didattico in movimento. Al posto dei soliti esercizi, sono stati inseriti giochi motori interamente basati sulla matematica. Una scelta non casuale: questa disciplina rappresenta spesso uno scoglio complesso e astratto per i bambini, soprattutto in questo periodo dell’anno.
🎲 Come si impara giocando?
I piccoli atleti hanno corso, saltato e fatto squadra, scoprendo che per vincere le sfide era necessario risolvere calcoli, riconoscere forme e applicare logiche matematiche. Tra staffette delle tabelline, percorsi a ostacoli geometrici e giochi dinamici, il corpo è diventato lo strumento principale per fissare i concetti della mente.
Il segreto del successo? Muoversi riduce l’ansia da prestazione che la matematica a volte porta con sé. Quando il corpo si attiva, l’attenzione sale e l’errore non viene più vissuto come un brutto voto, ma come un semplice passaggio del gioco da correggere per andare avanti.
🏆 I risultati: la mente si allena con il corpo
L’entusiasmo dei bambini è stato contagioso, ma l’aspetto più straordinario è stato il riscontro didattico. La sperimentazione ha confermato che l’approccio cinestesico non solo rende la lezione più divertente, ma aiuta a interiorizzare i concetti in modo più profondo e duraturo. Un successo che ha contagiato anche la vita d’aula: in classe abbiamo infatti iniziato a sperimentare le “pause attive” tra una materia e l’altra… semplicemente spostando i banchi!
❤️ Il valore del tirocinio: una ricchezza per la scuola
Questa bellissima esperienza è stata possibile grazie ad una preziosa sinergia istituzionale, consolidata attraverso la specifica convenzione stipulata tra l’Università degli Studi di Perugia e l’Istituto Comprensivo Perugia 6.
Un ringraziamento speciale va a Cristiano per l’energia e la professionalità dimostrate. Questa bellissima esperienza ci ricorda l’immenso valore e la straordinaria ricchezza che i tirocinanti portano all’interno delle nostre classi. La loro presenza non è solo un supporto, ma un canale preferenziale per l’ingresso di nuove idee, entusiasmo e sguardi freschi sulla didattica. La collaborazione sinergica tra l’esperienza delle docenti di ruolo e l’energia dei futuri professionisti crea un ambiente stimolante: un vero e proprio scambio che fa bene a tutta la scuola e, soprattutto, alla crescita dei nostri bambini.
I sorrisi e i traguardi raggiunti in queste settimane ci lasciano una grande certezza: quando il sapere si mette in moto, non ci sono ostacoli che tengano!

